Brevi appunti di un esodato

Camminare è un gesto naturale. Uno dei più semplici e banali. Quotidiani. S’impara a farlo molto presto e si tende a non dimenticarlo. Ci accompagna per tutta la vita. Eppure, c’è camminare e camminare.

Persone sedute

C’è un camminare nel vento, sotto una pioggerellina sottile, schiacciati da un cielo scuro. C’è un camminare serrato, meccanico, scattoso, spaesato. Un camminare straniero, nordico, bianco, vitreo. Frettoloso, sincopato. Un camminare sempre incerto e affaticato. Un asfissiante affastellarsi di passi e destinazioni. Un camminare verso mete sconosciute.

E poi c’è quell’altro camminare: di passo buono, leggero, confidente. Quel camminare nel sole, nel caldo che trasuda tra i capelli, nella luce che spacca l’aria. Un camminare lavico, tragico, sempre in bilico. Un camminare di casa, secco, nero, barocco. Un camminare che non può perdersi, ma che non può arrivare; disperato, politico, poeticamente malinconico. Un camminare alle pendici di una “montagna”, dentro un sogno sepolto, sotto un cielo di rovine, tra i templi di una festa conclusa da secoli.

Balcone

C’è questo camminare siciliano, ferrigno, fiero, alternato, disarmato, altezzoso, disarmante, alternante, eternamente sconfitto, perdutamente incantato. Un camminare che ti scheggia le ossa e ti spolpa il fiato.
La tradizione vuole che lo spasimo sia di Palermo, stia nel grido spezzato e stravolto della madonna raffaellesca di Santa Maria dello Spasimo, nella kalša. Ma c’è uno spasimo orientale e ionico; uno spasimo fenicio, greco, arabo, normanno. Uno spasimo notturno e privato: quel camminare provato e impossibile, a cavalcioni tra crocifissione e resurrezione, tra l’istinto di staccare i piedi e volare, e il dovere di piantare forte i talloni, per restare.

 

Cielo

 

Scatti di Sofia Valenti

Zap Threepwood

Pirata girovago e irrequieto, attualmente approdato nei regni d'oltremanica. Poeta acrobatico, scrittore sagace, sognatore incurabile e abile spadaccino, convinto che le ciurme temano più la penna che la sciabola. Appassionato di letteratura angloamericana e di politica, cercherà di convincervi che c'è profonda sintonia tra le due cose. Non di rado i suoi compagni d'equipaggio lo trovano seduto in disparte, in un angolo, intento a bere un buono scotch, ascoltando musica rock o vedendo un film d'annata. In genere è un furfante gentile e galantuomo, ma è meglio non tirare troppo la corda.

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