Conchiglie #11 – Cantautori italiani

Dopo una puntata dedicata ai cantautori d’oltreoceano, ci sembra giusto rivolgere lo sguardo anche alle “cose di casa nostra”. Il cantautorato è, del resto, il fiore all’occhiello – insieme a un certo Prog Rock – della musica italiana del secondo Novecento. I nostri “Faber” De André, Guccini, Bennato, Finardi, Venditti, Branduardi, Vecchioni sono stati fonte di ispirazione per intere generazioni. Autori di vere e proprie poesie musicate da ascoltare e riascoltare all’infinito.


Artista: Francesco De Gregori
Brano: Cose
Album: Mira Mare 19.4.89

Barbetta incolta, cappello da predicatore nel deserto, Francesco De Gregori non necessita certo di presentazioni. Paroliere ermetico, musicista eclettico, voce ammaliante; in molti, negli anni, si sono affaticati nel tentativo di decidere se fosse più appropriata per lui l’etichetta di “poeta” o di “cantante”. Ma a noi basta ascoltare questo capolavoro assoluto – e forse non abbastanza conosciuto – per capire quanto inutile e sterile sia la questione.

 

 


Artista: Ivano Fossati
Brano: Il disertore
Album: Lindbergh

Le Désertur è un celebre pezzo scritto da Boris Vian e Harold Berg nel 1954. Ivano Fossati ne ha fatto una coraggiosa cover in italiano nel 1992. Poche note, accordi semplici, nessun virtuosismo ed ecco servito quello che resta probabilmente il più bell’inno alla disobbedienza civile e al pacifismo mai messo in musica.

 

 


Artista: Claudio Lolli
Brano: Ho visto anche degli zingari felici
Album: Ho visto anche degli zingari felici

Il nome di Claudio Lolli è ormai quasi del tutto dimenticato. Genio ribelle e dissoluto, personaggio appartato, insegnante di liceo, cantante impegnatissimo politicamente, voce appassionata degli esclusi, degli ultimi e degli emarginati. Questo pezzo e l’album omonimo sono di una bellezza struggente, di una potenza inarrivabile e profetica. Non sono in pochi quelli che li metterebbero entrambi in cima alla lista dei più grandi capolavori della musica italiana recente.

 

Zap Threepwood

Pirata girovago e irrequieto, attualmente approdato nei regni d'oltremanica. Poeta acrobatico, scrittore sagace, sognatore incurabile e abile spadaccino, convinto che le ciurme temano più la penna che la sciabola. Appassionato di letteratura angloamericana e di politica, cercherà di convincervi che c'è profonda sintonia tra le due cose. Non di rado i suoi compagni d'equipaggio lo trovano seduto in disparte, in un angolo, intento a bere un buono scotch, ascoltando musica rock o vedendo un film d'annata. In genere è un furfante gentile e galantuomo, ma è meglio non tirare troppo la corda.

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