Postrock, o del rock che verrà

Rock is dead, cantava Marilyn Manson. Frase d’effetto, non c’è che dire. Ma se volessimo dubitare per un attimo dello slogan del Reverendo? Cerchiamo di fare ordine. Era il 1998 ed il postrock, ultimogenito dei sottogeneri del rock, era già nato da qualche anno dalle chitarre elettriche degli Slint. Il bambino è in fasce infatti sin dalla metà dei ‘90s. L’ultimo erede della dinastia di Elvis e Chuck Berry è un mix di calmanti tossici e di derivati del prozac, frutto di musicisti che hanno abbandonato presto l’alternative per provare a creare altro. Nasce bipolare la nuova corrente e cresce splendidamente bene. Dall’estremo nord con i Sigur Ros, passando per i canadesi Godspeed You Black Emperor! e i nostrani Giardini di Mirò, fino agli americani Explosions in the Sky, la chiave di tutto diventa la libera sperimentazione. Mr. Manson mi sa che si sbagliava.

 


Autore: Mogwai
Album: The Hawk Is Howling
Brano: Local Authority

Chitarre che suonano come synth, batterie leggerissime che si librano in aria durante il brano. L’ordine pervade tutto e mette a tacere le solite melodie quadrate ormai già sentite. I Mogwai portano la pace nel rock, anestetizzando le orecchie per qualche minuto con una morfina da astronauta. Note lunghissime per evocazioni di anni-luce e coscienti stati post mortem. Un loop che fa passare gli oltre 4 minuti del pezzo nella sensazione evanescente di una manciata di secondi.

 


Autore: God Is an Astronaut
Album: All Is Violent, All Is Bright
Brano: Suicide by Star

13,7 miliardi di anni fa il Big Bang sarebbe probabilmente stato di maggior effetto se ci fosse stata una degna colonna sonora e i God Is an Astronaut hanno provato a tirarla fuori. Una materia sonora che si riscalda fino a esplodere, pregna di trascendenti voci amorfe e cattivissimi arpeggi dissonanti. Brani postrock come questo veicolano spesso un’emotività estremamente lirica, esistenziale, cosmologica. Lo si farcisce con i fendenti delle distorsioni ma a queste si aggiunge l’anima poetica di un bambino che scopre che un giorno dovrà morire.

 


Autore: Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra
Album: He Has Left Us Alone but Shafts of Light Sometimes Grace the Corner of Our Rooms…
Brano: 13 Angels Standing Guard ‘Round the Side of Your Bed

Una stanza. Un lettino da psicologo. Ti sdrai. Chiudi gli occhi. Apri le orecchie.
Basterebbe una seduta con questo pezzo per conciliare decine di equipe di neurolinguisti ancora scettici sul potenziale della musica per le loro terapie, per far cessare i conflitti bellici nel mondo, per conciliare pisani e livornesi, israeliani e palestinesi, fascisti e comunisti. La Thee Silver Mt. Zion Memorial Orchestra in questo rock da camera sperimenta violini pregni di eco ed angeli lisergici che parlano attraverso sintetizzatori al gusto di lidocaina, per deliziare 8 minuti della vita di ogni singolo neurone dell’ascoltatore.
Abbiate fede. Il rock non è affatto morto.

Franz Leary Oz

"Turn off your mind, relax and float downstream. It is not dying, it is not dying"

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