Giorgio Piccaia. La libera vibrazione del colore.

Pulsione. Conflitti. Apertura. Verità.
Non una di queste parole basta per cogliere in pieno la complessa figura di Giorgio Piccaia, pittore e ceramista lombardo, classe ’55.
La prima impressione che si ha, alla vista di un suo lavoro, è quella di perdersi – letteralmente – nel ricercato disequilibrio del quadro. Proprio da lì bisogna partire per investigare sulle origini di un linguaggio visivo così curioso che si sforza sempre però di ricercare la completezza.

Il percorso artistico e biografico di Giorgio Piccaia si snoda lungo un poliedrico excursus formativo che va dagli anni della formazione universitaria con il noto architetto Corrado Levi, alla prestigiosa collaborazione con il genio del teatro d’avanguardia Jerzy Grotowski, passando per gli anni dei grandi viaggi per il mondo, India e Maghreb fra tutti. L’arte è tuttavia un affare di famiglia in casa Piccaia, dato che il padre Matteo è a sua volta un pittore neofigurativo degli anni ’60, a cui il figlio Giorgio deve sicuramente molto.

Grandi ispirazioni, dunque, anche a livello tecnico (De Pisis e Morandi in testa), ma la vera collocazione emotiva di questo artista contemporaneo risiede tutta nei suoi quadri. Colori intensissimi, lotte e invadenze fra le figure, geometrie speculari ed una sofferenza mai velata che racchiude il tutto. Ogni opera diventa così l’occasione per scoprire e scoprirsi, lontano da mode o da facili chiusure. Il fare di Piccaia è una continua dialettica interna e pone sempre la tela quale diaframma attraverso cui filtrare per osmosi la realtà.

Dai propri lavori la sensibilità del pittore, non a caso, appare fedelmente per quello che è. L’uomo infatti si manifesta schiettamente senza individualismi e senza forzature derivate dal mercato. Nessun personaggio o distrazione, anzi, ciò che risulta lampante è il continuo susseguirsi di confronti e di peculiarità personali che talvolta, purtroppo, incontrano anche invidie e gelosie di colleghi meno avvezzi a questa genuina filosofia di vita. La propria espressione artistica, come spesso avviene, è costretta a scansare le etichette, ad allontanare le invadenze, non senza marcare così il proprio spazio ben oltre la cornice che racchiude le proprie opere.

Sono molteplici le occasioni in cui Piccaia ha avuto modo di mostrare il suo talento: dal Ma-Ec di Milano alla Fondazione l’Arsenale di Brescia, dal museo Broletto di Novara sino alla recente collettiva Monologues che si svolge fra Danimarca e Svezia e che raccoglie 15 artisti da tutto il mondo. La città di Milano, inoltre, nel celebrare i 95 anni di Matteo Piccaia, ha inserito entrambi all’interno della prestigiosa rassegna sul Novecento Italiano a Milano, presso il Milan Art & Events Center dal primo al 17 marzo 2018. Un riconoscimento che pone meritatamente entrambi in vetta nel panorama artistico contemporaneo del capoluogo lombardo.

 

giorgiopiccaia.blogspot.it

 

Franz Leary Oz

"Turn off your mind, relax and float downstream. It is not dying, it is not dying"

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