Il lago

C’è un lago in città,
Questo lago si chiama Basilisco
E gli abitanti del quartiere col lago sono
I Basiloti.

Si apre come una grande piazza
E tutto attorno vecchi palazzi
Di nera pietra del Vulcano

A Basilisco ci si arriva dopo un
Gomitolo di strette strade,
Sotto al Fortino e dopo
Via Naumachia
Da dove un tempo passavano
Le barche e gli apparati per i giochi

Un grosso arco alla fine, con due lampioni
Segna l’ingresso al quartiere
Una zona brulicante e popolare
Quasi scissa dal resto del tran tran
Di tremanti, gialli, giorni tutti uguali.

Ci andavamo con le biciclette,
In momenti selvaggi d’adolescenza
E con auto scassate da universitari
Con chiodi in pelle da rockettari
Truccati come veri vampiri metropolitani

È bello andare di pomeriggio,
Lì, o la sera, quando tutto è tranquillo
E tutti sono fuori dalle case
Con are e statue della Santa in strass
Carretti di frattaglie messe a rosolare
E sangue caldo da bere a da mangiare per dessert

L’acqua si unisce al sangue alla pietra e al fuoco
Come quando accoltellarono quella ragazza pallida e bella
Di buona famiglia,
O quando quel vecchio pazzo si diede fuoco
E tutti ridevano

Ma l’attimo migliore è d’agosto
Quando di notte si fa il bagno dentro il lago
I bambini della zona sguazzano dentro come girini

E noi, freddi e lucenti come splendidi rettili albini
Nuotiamo fino al centro del lago,
Guardiamo case e lumi tutt’intorno
E se alzi gli occhi al cielo
Sembra quasi di scorgere una cometa d’avvento.

 

Fotografia di Giuseppe Virzì     Fotografia di Giuseppe Virzì     Fotografia di Giuseppe Virzì (Foto: G. Virzì)

 

Un antico lago di nome Nìcito, dal greco “Invitto”, “Vittorioso”, si trovava nel centro della città. Nìcito aveva una circonferenza di circa 6 chilometri e una profondità di circa 15 metri; attorno ad esso sorgevano case e ville, e nelle sue acque si svolgevano bagni e giochi.

Poco prima dell’Era dei Lumi, una spaventosa eruzione generò una colata di lava che nel giro di poche ore colmò Nìcito e distrusse la zona su cui esso si apriva.

 

Fotografia di Giuseppe Virzì     Fotografia di Giuseppe Virzì     Fotografia di Giuseppe Virzì (Foto: G. Virzì)

 

Poco lontano da Nìcito, nei pressi del Castello, si ergeva la Naumachìa, un colossale edificio per battaglie navali e giochi acquatici. Il lago artificiale, scavato nell’argilla, aveva un forma oblunga con una circonferenza di quasi 500 metri. La Naumachìa sorgeva presso un boschetto e ospitava anche un acquario e un ippodromo, utilizzato durante la festa di Bacco.

Fu distrutta e scomparve durante la stessa eruzione che cancellò Nìcito.

 

Jet Black

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