La piccola bottega del contagio – libri e film sull’epidemia globale

Pare che di coronavirus non se ne abbia mai abbastanza. Ovviamente non mi riferisco alla malattia in sé: ogni speranza e preghiera è rivolta a un efficace contenimento e a una veloce risoluzione di questa crisi sanitaria diventata incubo collettivo e planetario; alludo invece alla tempesta mediatica che, come ogni evento rilevante di questo nostro piccolo atomo opaco del male 2.0, si è abbattuta su giornali, televisioni e social. Nelle ultime settimane, gli schermi dei nostri dispositivi e le pagine dei nostri giornali, per quei pochi che la carta la maneggiano ancora, si sono riempiti fino allo spasimo.

La notizia curiosa è quella che, oltre alla legittima, anche se un po’ isterica, fame di cronaca, una parallela e altrettanto consistente fame si è rivolta alla fiction: cioè a opere, libri, romanzi, racconti, film e telefilm che parlano di epidemie e contagi. Sembra che librerie e servizi di streaming siano presi d’assalto da chi vuole leggere e vedere di pandemie, crisi sanitarie e contagi.

Tutto ciò è completamente normale: da sempre lo spettacolo è uno spazio di sperimentazione, dove si tenta di decodificare, interpretare e sperimentare la realtà; dove si cerca di esorcizzare le paure, e ci si prova a vedersi dall’esterno, specie durante le contingenze critiche. La scienza e la medicina, la cronaca e il giornalismo, lo spettacolo e l’arte provano a venire a conti con la realtà: ognuno a modo suo, ognuno svolgendo il proprio compito. E noi di Tortuca proviamo a svolgere il nostro fornendo qualche suggerimento di lettura o di visione un po’ meno conosciuto di altri.

Odore di tartufo

CominLa piccola bottega del contagio - libri e film sull'epidemia globaleciamo con un antipasto, un racconto breve del maestro dell’inquietudine borghese Dino Buzzati, che in poche pagine supera se stesso. C’è un’epidemia in giro, una spietata pestilenza chiamata “peste canina” (per via del particolare odore che fanno i contagiati) o “peste sillabica” (i malati perdono la capacità di articolare frasi di senso compiuto). Le autorità diramano le prime iniziative volte al contrasto del contagio, ma il narratore, un inguaribile ipocondriaco, sceglie di stare sul sicuro: diventa amico di uno dei più famosi luminari della città, il dottor Ettore Tiriaca, un vero e proprio esperto in materia, che lo consiglia e lo rasserena fugando tutte le sue piccole paure quotidiane.

Il protagonista diventa l’ombra del professore, si fa visitare in continuazione, riuscendo così a vivere con sufficiente serenità. Una sera, ospite dell’importante amico, avverte un forte odore di tartufo. Bene, si rallegra, una cena da re. Quando però a tavola non vengono serviti i prelibati tuberi, la paura comincia a impossessarsi di lui: e se fosse proprio il dottore ad avere contratto il contagio?

Un capolavoro di poche pagine in cui bisogna anche prestare attenzione ai piani allegorici. Unica avvertenza: non consigliato agli ipocondriaci.

Cassandra Crossing

Molto meno sottile e raffinato, ma con un’inquietudine ruvida tutta seventies, che sono gli anni d’oro dei disaster movies, questa pellicola è un gioiellino di genere caduto nel dimenticatoio. Un fuggiasco contaminatosi in un laboratorio sale su un treno in partenza da Ginevra e diretto a Stoccolma. In un’epoca pre-globabilzzazione e pre-aerei low-cost, il contagio viaggia su un treno diventato bara infetta che attraversa l’Europa.

Con tanto di autorità cattive-cattive e proto-teorie del complotto, le suggestioni della pellicola sono molteplici, tra militari in tute anticontaminazione che non battono ciglio prima di sparare su gente inerme, vagoni piombati che rimandano esplicitamente al dramma dell’Olocausto, funesti echi mitologici nel titolo e un ponte che rischia di crollare da un momento all’altro, molto efficace sul piano icastico e simbolico.

Se volete vedere Sofia Loren in un ruolo diverso dai soliti “partenopei”, questa pellicola fa per voi.

Anna

“La rossa”, l’epidemia che colpisce l’universo del romanzo, è una malattia che risparmia i bambini e stermina solo gli adulti.

Vi fa venire in mente qualcosa?

La piccola bottega del contagio - libri e film sull'epidemia globaleIn una Sicilia selvaggia, post-apocalittica, ormai rimasta in mano a bambini e preadolescenti, la tredicenne Anna, pericolosamente vicina alla pubertà, deve fare qualcosa per mettere al sicuro il fratellino Astor dalle bande di piccoli selvaggi che hanno in mano l’isola. Strane voci girano, si parla di una mitica “Picciridduna” che avrebbe il potere taumaturgico di guarire, per sempre, dalla rossa. Anna, insieme ad Astor, lascia la casa di famiglia e parte in un viaggio disperato per tutta l’isola, alla ricerca della salvezza.

Un romanzo bellissimo, scritto nella maniera diretta e vivida di Niccolò Ammaniti, dove il contagio è uno stato morale più che uno fisico. Un Signore delle mosche dove tutto è già successo, e siamo spettatori del dopo, in quella Sicilia perno del mediterraneo che, da che il tempo è tempo, è crocevia di natura e civiltà, luogo di bellezza e poesia, oltre la decadenza e oltre la morte.

Presto una serie diretta dallo stesso Ammaniti, nella speranza che riuscirà a restituire la poesia del romanzo ai pixel dei nostri televisori.

Contagion

Vero perno di questa mini biblio-filmografia: il film corale firmato Soderbergh è un grande affresco che preconizza l’impatto di una epidemia virale nel nostro mondo globalizzato.

Spaventosamente profetico della realtà che ci stiamo trovando a vivere inquesti giorni, il film analizza tutti vari punti di vista: quello delle autorità sanitarie, quello dei cittadini di varie parti del mondo, quello degli speculatori, quello dei giornalisti, quello dei complottisti.

Cast stellare e una regia sicura per un film che non ha bisogno di molte descrizioni: chi non l’ha visto lo guardi.

La città verrà distrutta all’alba

Romero è più conosciuto per i suoi zombie movies, che sono un genere a parte, correlato alla contemporaneità ed infatti spremuto fino all’ultima goccia da cineasti e letterati (vedi in chiusura, World War Z.) Qui il padre dei morti viventi si prende una pausa dalle sue tanto amate creature dell’orrore, ma resta in territorio limitrofo.

Ne La città verrà distrutta all’alba, titolo originale The Crazies (gli impazziti), un contagio virale trasforma i pacifici cittadini della classica sonnolenta cittadina americana di provincia in dei pazzi furiosi assetati di sangue e violenza. Seguono le tipiche dinamiche da contagion movie, con l’epidemia che si diffonde, i governi che vogliono insabbiare tutto e la popolazione inerme che cerca di sopravvivere al virus, allegoria della stessa follia insita nell’animo umano.

Uno dei film che ha fondato il genere e che rispecchia le paure con cui l’uomo deve fare i conti tutti i giorni nella realtà. Confezionato dalle mani di un maestro.

La cosa

E un altro maestro, John Carpenter, sforna nel 1982 questo remake di un film anni ’50, che diventa subito un nuovo classico dell’orrore e della fantascienza.

Qui il contagio viene addirittura da un altro pianeta, ed ha le forme di un organismo cellulare che imita e sostituisce le forme di vita con cui viene in contatto. Ambientato in una base scientifica isolata al polo Nord, il film è claustrofobico, rarefatto e ultra-plastico allo stesso tempo: celeberrimi gli effetti speciali tramite cui i corpi dei personaggi infetti si deformano tramutandosi in orride creature.

Cosa fa funzionare questo gioiello di ritmo e tensione? Il fatto che, al di là degli effetti speciali, al di là delle scene d’azione, al di là di fuoco, fiamme e ghiaccio, la vera paura arriva da una semplice domanda: sono sicuro di chi mi sta accanto?

World War Z

La piccola bottega del contagio - libri e film sull'epidemia globaleDimenticate il film con Brad Pitt. Di World War Z leggete invece il romanzo originale di Max Brooks. Scritto come una serie di interviste che ricostruiscono a posteriori la “Guerra mondiale degli zombi”, cioè un’immaginaria pandemia che trasforma miliardi di esseri umani in lente ma inarrestabili macchine di morte chiamate “zombi” che nel giro di pochi anni portano l’umanità sull’orlo dell’estinzione.

Una miriade di punti di vista per un romanzo dall’afflato epico, colpevolmente poco celebrato in Italia, che affronta dritto al cuore, meglio di tutte le altre opere presentate in questo articolo, quello che è il vero e proprio tema: l’uomo che si trova di fronte a un mondo globalizzato ed ipertecnologico che non riesce più a controllare, che gli è sfuggito completamente di mano.

Riusciremo a vincere la nostra World War Z?

Jet Black

See you back in Ganymede

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