Londra, Milano, Catania: sezioni metropolitane

Le nostre città non si estendono solo in lungo, in largo, in alto. Si estendono per chilometri, sotto i nostri piedi, in quelle che sono vere e proprie città nella città, dimensioni supplementari dell’urbano. Di questi due mondi, le stazioni metropolitane sono il luogo di connessione, di passaggio tra sopra e sotto, tra overground e underground. Ognuna di esse sbocca in una zona diversa, ha una vibrazione diversa, un’architettura differente e una storia da raccontare, spesso ricca di dicotomie e contrasti: e sono il punto nevralgico, il ganglio dove è possibile incidere col coltello e sezionare la città, per metterne a nudo l’essenza. Come l’aruspice affondiamo la mano, mettiamo le viscere sul tavolo e proviamo a leggere la loro anima e il loro destino.


Bank / Monument, Londra
Il mondo parallelo

Il simbolo della nuova Londra che avanza, oggi è senza dubbio la City, con i suoi grattacieli che nascono come funghi, con la sua fisionomia in costante mutamento. Al centro di questa selva furibonda di vetro e cemento si trova una colonna eretta tra il 1671 e il 1677, per ricordare il grande e terribile incendio che rase al suolo quasi tutta la città. I londinesi lo chiamano semplicemente The Monument. Un inno alla caducità e alla debolezza, un monito, ma anche l’auspicio; il segno di una fenice che risorge dalle sue ceneri.

Al di sotto c’è una piccola fermata dell’Underground; un’edicola, un calzolaio e i due binari della District and Circle lines. Accanto all’edicola si apre però l’imbocco di una scala che curva a gomito. All’altezza della seconda piazzola si staglia una seconda insegna Bank. Due fermate gemelle, collegate tramite un’intricata rete di tunnel sotterranei.

Bank è una città sotto la città, una sorta di mondo parallelo popolato da un’umanità variegatissima e indaffaratissima che sfreccia da tutte la parti. Un irto labirinto, fatto di uscite che danno su altre uscite, di scale che danno su altre scale.

Da Bank è possibile andare ovunque; tagliare Londra da nord a sud (Northern line) o da est a ovest (Central line), o scendere verso Canary Warf e la Isle of Dogs (DLR), ex zona popolare e malfamata e adesso avveniristica cittadella satellite. Oppure è possibile saltare sull’altra sponda del Tamigi con la Waterloo and City line; un viaggio rapidissimo di una sola fermata, da capolinea a capolinea

Bank esemplifica al meglio la complessità e l’elaboratezza della metropolitana londinese. Ma in un certo senso rappresenta la città stessa; se non sai come orientarti, se non sei sveglio abbastanza, se non sai leggere i segnali, se non sai dove stai andando e come arrivarci, rimarrai bloccato, paralizzato in un asfissiante non-luogo. D’altro canto però, se sei dotato di una buona mappa e delle giuste facoltà per interpretarla, allora partendo da lì potrai raggiungere qualunque destinazione. (Zap Threepwood)


Stazione metropolitana Garibaldi, MilanoPorta Garibaldi, Milano
Il crocevia internazionale

Milano. Cuore pulsante dell’Italia che lavora, che corre, che sta al passo coi tempi. Nove persone su dieci credono che il simbolo di questa città sia il Duomo, coi suoi souvenir e le scene alla Totò e Peppino.

Ciò che non si crede, ma che è ormai un dato di fatto, è che il nuovo fulcro della metropoli sia però l’area della stazione di Porta Garibaldi. Uno dei principali punti ferroviari nazionali, con 2 linee metropolitane che si intersecano, ed una piazza adiacente – quella di Gae Aulenti – con uno skyline avveniristico su cui svetta la torre Unicredit. Milano dall’inizio di Expo 2015 ha una nuova madunina, statene certi.

Porta Garibaldi è davvero un punto di scambio metropolitano senza eguali: migliaia di pendolari, di viaggiatori stranieri provenienti da Malpensa, di residenti e turisti si intrecciano veloci in un turbine di direzioni, fra i 20 binari della stazione in superficie e i due delle linee suburbane. Sembra quasi di stare in una moderna Babilonia biblica, fra murales e broker che sfilano rapidi con i loro trench firmati. Piazza Gae Aulenti, Milano

Un continuo mescolarsi di stili, di etnie, di storie, di percorsi e di vita. Porta Garibaldi è tutto questo ma non solo. Accanto, è rinato anche lo storico quartiere di Isola – quello dove è cresciuto il Berlusca – con i suoi mille locali e pub, pieno di ragazzi e di sbornie, magari dopo una giornata in ufficio. La “Milano da bere”, insomma, ha ancora qualcosa da mettere nello shaker. (Franz Leary Oz)


Giovanni XXIII / Stazione FS, Catania
L’elefante ai confini dell’impero

La metroct è aperta dal 1999, ma fino al dicembre del 2016, quando ha aperto la nuova tratta che la porta in pieno centro storico, nessuno se la filava. Oggi, che in un solo anno ha fatto il botto di utenza e sta entrando nel cuore dei catanesi, questa “doppia” stazione rappresenta i due volti dell’opera e forse della città. Lo yin e lo yang, lo slancio impetuoso verso il futuro di quella che venne definita “la Milano del Sud” e lo sguardo crepuscolare, malinconico, di un elefante ai confini dell’impero.

                                                                                                                              Foto: TripAdvisor

Confini che sono quelli del mare nostrum, quel Mediterraneo di cui Catania è centro geografico e che dovrebbe essere il vero territorio a cui la città fa da fulcro. Intanto, Stazione e Giovanni stanno là: l’una, ormai soppressa, con la sgangherata pensilina che guarda il mare e che non vedrà più passeggeri; l’altra, rampante, tra la Chinatown cittadina, un nuovo fantascientifico quartiere in progetto e la vecchia zona industriale col pulsante centro fieristico de “Le ciminiere”.

Un cocktail frizzante di ultravita e ultramorte che è da sempre la cifra distintiva di Catania: rinfrescante come il seltz limone e sale che si può bere in qualsiasi dei vicini chioschi locali, e stordente come la brezza salmastra che aleggia qui intorno. (Jet Black)

Per approfondire: Ispirata dal mare di Catania e dalle Ciminiere: così ho progettato la stazione della metro di Piazza Giovanni XXIII

Stazione metropolitana FS, Catania


Immagine di copertina: Sunil060902 (Sunil Prasannan)
Foto Londra: Andreas G. Pafitis
Foto Milano: atm.it, museomilano.it
Foto Catania: TripAdvisor, Paolo13411

Jet Black

See you back in Ganymede

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