Terrence Malick e il predicozzo

Le capacità registiche di Terrence Malick non si possono mettere in dubbio. La sua conoscenza del mezzo cinematografico è indiscussa. E proprio per questo vogliamo dedicargli, con affetto, questa Vedetta. A Malick e all’irresistibile fascino del predicozzo.


The Tree of Life
2011

In principio fu The Tree of Life. L’opera abbraccia un enorme arco temporale con una grande metafora sulla “vita” nelle sue varie forme; nonostante la durata non indifferente si lascia vedere e genera coinvolgimento. Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a certe sequenze, ma noi eravamo ancora con Terrence. Su tutto il fronte.


To The Wonder
2012

Poi venne To The Wonder. Ci sono ancora sequenze non prive di fascino, c’è ancora una bella riflessione sulla vita (di coppia, in particolare). Certo, panoramica e carrellate con i grandangoli sanno un po’ di già visto, ma possiamo sorvolare. I tanti primi piani di Olga Kurylenko compensavano ampiamente qualche momento di stanchezza.


Knight of Cups
2015

Infine, Knight of Cups. Stavolta la storia è molto più “modesta”e vede al centro uno sceneggiatore che non sa che farsene della propria vita. Ancora riflessioni sul senso della vita, ancora storie d’amore tormentate e belle donne che giocano con le tende della camera da letto, ancora grandangoli. Come direbbe qualcuno: mo’ basta.

Dr Vero

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