Tutta la verità, solo la verità, nient’altro che Giuseppe Veneziano

La critica compatta lo definisce provocatorio ma lui, nelle interviste, ringrazia tutti e schiva elegantemente l’etichetta, sempre pronta, sempre adatta ed unta al punto giusto per starti addosso quando serve. Giuseppe Veneziano, siciliano classe ’71, non sembra però curarsene troppo. Lo indicano come esponente della new pop art, forse non a torto, ma per questo giovane artista, tutt’altro che esente da critiche, conta essenzialmente una cosa: comunicare efficacemente.

Laureato in architettura, con un passato da fumettista e illustratore, Veneziano accende le tele con colori sgargianti dalle tonalità quasi “televisive”, per porre sui quadri un mondo fatto di cartoni e politici, di pezzi di storia e icone contemporanee. Capita quindi di vedere nella stessa opera protagonisti per loro natura eccentrici ed eccessivi, che si fondono in una scena dal risultato esplosivo. Sembra di bloccare il frame di un cartoon grottesco mai disegnato sinora, un collage eterogeneo di scenari sapientemente giustapposti.

Eppure, chi direbbe mai che ai giorni d’oggi un suo quadro arrivasse addirittura ad essere censurato, come nel caso de La Madonna del Terzo Reich. Una Maria raffaelita che tiene in braccio un piccolo Hitler è bastata infatti a far scatenare a Verona tutto il clero e la buoncostume italiani, scandalizzati da un accostamento evidentemente poco consono per i nostri – medievali – tempi. Come censurare l’opera? Semplice: il quadro è stato lautamente comprato per conto di un fantomatico collezionista e fatto sparire subito dopo. Mica scemi!

Come se non bastasse però, a lavori altrettanto provocatori, come il Cristo appeso in croce che sfoggia lo slip Dolce&Gabbana, Veneziano alterna un immancabile uomo ragno intento a far spaghetti come la più nostrana delle casalinghe. La dimensione alterata della finzione diventa quindi vita comune e, a sua volta, le scene d’attualità ospitano i soggetti più disparati. Da Dalì a Mao, passando per Steve Jobs e Cicciolina. Opposti lontanissimi convivono così nella dimensione parallela del Melting Pop, dove alla fine si rivelano complementari alla stesura di un quesito quanto mai attuale: cosa è reale e cosa finto?

Il supereroe si confonde nella monotonia della quotidianità e i capolavori davinciani come L’ultima cena vengono invasi dalla moda malata del selfie. Viene da chiedersi allora se sia davvero l’artista ad essere dissacrante, magari perché smaschera certe finzioni alterandole. O sarà mica ciò che avviene tutt’attorno al quadro, nella vita reale, un cartone animato e Veneziano un iperrealista?

Franz Leary Oz

"Turn off your mind, relax and float downstream. It is not dying, it is not dying"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Voglio maggiori informazioni.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetto" permetti il loro utilizzo. Puoi consultare la nostra informativa estesa al seguente indirizzo: http://www.tortuca.it/privacy/

Chiudi